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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

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Marilyn Manson: Broken Needle
Nicholas Cage e Mike Bongiorno tutto in uno
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I rumori di fondo dell’ultima rockstar apparsa sulla terra.

Marilyn Manson
Broken Needle

Storia di due inganni fuorvianti.

Primo – “Marilyn Manson non fa più i dischi di una volta”. Vero a metà. Da quando la band Marilyn Manson si è disintegrata (più o meno attorno a The Golden Age of Grotesque) è rimasto il cantante che dava il nome al gruppo. Lui, nei dischi successivi, ha collaborato di volta in volta con diversi autori, con risultati sì altalenanti, che erano però frutto di una carriera ormai solista e che come tale va considerata.

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Secondo – “Il singolo apripista di We Are Chaos non vale nulla e quindi anche l’album sarà così”. Vero a metà: se è innegabile il fatto che la title-track sia un brano piacevole e poco più, dentro al disco nuovo del fu reverendo si nascondono alcune perle di indubbio valore.

È il caso di questa Broken Needle, ballata malinconica e struggente posta in chiusura dell’album che riporta Manson ad avvicinarsi ai fasti di pezzi come The Last Day on Earth. E anche se non si può paragonare nemmeno lontanamente a The Man That You Fear e a quel capolavoro assoluto del ‘900 che fu Antichrist Superstar, permette all’ex God of Fuck di fare una delle cose che gli sono sempre riuscite meglio: aprirsi in due per mostrare al mondo tutte le proprie debolezze.

Il suo cantato da crooner straziato e straziante, da sussurrato si alza abrasivo diventando qui un grido di autoaccusa: quando infatti nel ritornello recita «I am a needle dig in your grooves, scratch you up then I’ll put you away» non si paragona a un ago ipodermico bensì alla puntina di un giradischi (analogia presente anche nel brano precedente, Solve Coagula) che, rovinata, deteriora a sua volta i vinili, ovvero la descrizione delle proprie cicatrici che involontariamente creano dolore nel prossimo in un circolo vizioso senza soluzione.

Sembra proprio che a 51 anni Brian Warner abbia ancora qualcosa da dire (o almeno da dirsi), e se è vero che il glorioso passato non potrà mai tornare, di certo con brani simili il presente può ancora regalare emozioni.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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