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Eddie Vedder: Cartography
Che dite, ci facciamo un giro in montagna nel weekend?
↤ Tracce

Un ben noto cantante che riesce ancora a toccare i cuori. Anche quando non canta.

Eddie Vedder
Cartography

A metà anni Sessanta, Jim Whittaker, primo americano ad aver raggiunto la vetta dell’Everest, scalò con Bob Kennedy una montagna intitolata al noto fratello di quest’ultimo: JFK. Dopo cinquant’anni, la stessa impresa è stata ritentata dai figli del primo team, tra cui Bobby Whittaker – manager dei Mudhoney.

Tutto questo è ben raccontato in Return to Mount Kennedy, documentario di Eric Becker che sta girando i festival cinematografici da oltre due anni (avrebbe dovuto esserci anche una tappa italiana a metà marzo, annullata per l’emergenza sanitaria in atto).

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Lo score di questo documentario tra politica, alpinismo e riflessioni sull’ecologia è stato curato dal frontman dei Pearl Jam che a questo giro ha deciso di puntare su scarne tracce strumentali acustiche. Cartography – disponibile da qualche giorno sul web e in vinile 7” per Sub Pop – riesce bene a fotografare quanto si vede nel film e farci immergere in un’atmosfera di pura libertà, sonora quanto emotiva.

Certo, Eddie Vedder, in termini di maestria con chitarra, non sarà Neil Young e questa canzone non è paragonabile ai capolavori incisi dal Loner canadese nella colonna sonora di Dead Man, ma rimane certamente un bel sentire. Ancora meglio il lato B del singolo, dove il chitarrista degli Yeah Yeah Yeahs remixa lo strumentale aggiungendo alla musica il discorso di Bob Kennedy sulla morte di Martin Luther King.

Pura emozione.

Luca Villa
Luca Villa

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