New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Seasick Steve: Church of Me
Me, myself and I

Un bluesman che mette a tacere anche i blackster.

È andata così. Per decenni sei stato un hobo, non si capisce bene se sei nato nel 1941 o nel 1951, hai viaggiato per tutto il mondo arrangiandoti come potevi sposando due donne e mettendo al mondo cinque figli, inizi a suonare davvero nel 1969 insieme a gente come Lightnin’ Hopkins e te la svanghi qua e là tra lavoretti tirati insieme e sessioni in studio fino a pubblicare il tuo primo album con tutta calma nel 2004. Ecco, quando hai fatto tutto questo e anche di più, in cosa puoi credere?

Non si sa quanto ci sia di romanzato nella biografia di Seasick Steve, e sinceramente poco importa. La sua attitudine e la sua musica parlano da sé. Se il blues in odore di country più sporco e genuino potesse avere un suono oggi, sicuramente sarebbe quello delle sue bizzarre chitarre fatte in casa. E come ogni storyteller che si rispetti, il testo non è mai superficiale: Church of Me è il nuovo singolo dell’album appena uscito, Love & Peace, ma potrebbe benissimo essere stata scritta un secolo fa tanto suona visceralmente familiare. Cruda e cazzuta quanto le sue parole, che parlando di sé invitano in maniera spiccia a non menarla troppo con “ciò che dicono sarebbe meglio fare”, ma darsi una mossa e farsi una vita da soli, lasciando agli altri le imposizioni degli insegnamenti della chiesa. Un concetto che è stato espresso mille altre volte da centinaia di band borchiate e con il face painting, ma che qui, svestito della carnevalata estetica tipica di alcuni sottogeneri metal, risulta proprio per questo terribilmente efficace e credibile.

↦ Leggi anche:

Chissà che si sarebbero detti al bar, lui e Lemmy: probabilmente nulla. Un goccetto, una cicca e uno sguardo furtivo con sorriso complice di chi la sa lunga. Steve è uno dei musicisti più tosti degli ultimi anni, non fatevelo scappare.

Seasick Steve 

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!