Narrow Head: Night Tryst
Febbre a 90
 
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Solo chi è nato negli anni Novanta può riproporli con cotanta innocenza e freschezza.

Narrow Head
Night Tryst

Max Zarucchi
Max Zarucchi

Sul calendario c’è scritto 2020, ma già da un po’ ormai siamo immersi – almeno parzialmente – in una piscina di 90s-revival, in cui ogni cosa fatta in quel decennio sembra essere il totem sotto il quale si inchinano dei baldi giovani che cercano di portare avanti e aggiornare lo spirito e i suoni di quei tempi che furono.

Non si sottraggono da questo rito i texani Narrow Head, attivi dal 2016, che, forti di un nuovo doppio contratto con la Holy Roar e la Run For Cover, buttano fuori un singolo che sembra uscito direttamente da una compilation di Rock Sound alla fine dello scorso millennio. Drumming tribalmente incalzante, chitarre ritmiche ciccione con le soliste a disegnare armonie semplici e fischiettanti, voce annoiata e rabbiosa, stacco centrale basso/batteria da manuale, melodie in calare ipersaturate e mood sempre sul punto di esplodere. Una linea dritta che parte dai Soundgarden e che passando per Stone Temple Pilots e Smashing Pumpkins arriva fino ai Deftones, per un pezzo che fosse stato pubblicato allora sarebbe diventato un piccolo culto da MTV, grazie anche al video finto cheap girato in un club con palco di fronte al biliardo e varie t-shirt con icone d’ordinanza, Sonic Youth compresi (che è un po’ come per un cattolico indossare il crocifisso).

La nostalgia canaglia non può non far piacere questo pezzo a chi si ricorda bene quelle nottate in auto con le cassettine sparate a palla alle tre di notte. Che poi l’amarcord abbia la vita lunga come una farfalla, poco importa, no?

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