Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

John Carpenter: Skeleton
Synth-esi famigliare
↤ Tracce

La colonna sonora per questo scorcio di inizio decennio.

John Carpenter
Skeleton

Basta dare un’occhiata veloce ai social media e alla stampa per notare come il periodo particolare nel quale stiamo vivendo venga spesso accostato a quanto descritto nel celeberrimo libro di George Orwell, 1984. Ma se fosse un film? Ne servirebbe uno di quelli assurdi e paradossali allo stesso modo, alla Carpenter.

Casualità o meno, proprio ora il regista e compositore statunitense fa uscire a sorpresa due tracce fresche fresche, scollegate da qualsiasi sua opera cinematografica. Aiutato dal figlio Cody e dal nipote Daniel Davies, John rimette mano ai sintetizzatori e il risultato è – come sempre – eccellente.

↦ Leggi anche:
John Carpenter: Christine
John Carpenter: The Shape Returns

Synthwave elegante in 4/4 lenti con un’anima definita e pulsante, lontanissima dalle soluzioni glaciali e senza spessore di molti imitatori. Poco importa se guidata dal fido Korg Triton o utilizzando invece la sua personale collezione di librerie MIDI processate da Logic Pro: Skeleton ci ricorda il perché gli amanti della musica elettronica tutta debbano avere obbligatoriamente le colonne sonore (e le cosiddette lost tracks) del signor Carpenter nelle proprie raccolte, un vero e proprio pioniere nel suo genere che ha elevato ad arte ciò che prima veniva considerata semplice musica da accompagnamento per pellicole. La maestria di John nel creare mondi visionari anche attraverso il suono sta tutta qui: riuscire a far immaginare un film nonostante questo non esista, basandosi solo sugli input dati dalla musica.

Secondo Albert Camus «creare è vivere due volte»: lunga vita allora a questo eterno ragazzino di 72 anni.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:

Un grazie a chi ci sostiene!
Humans vs Robots parla di musica dal 2016, e cerca di farlo bene. E lo possiamo fare grazie a chi ci sostiene abbonandosi, e garantendo che articoli come questo possano essere letti da tutti.
Basta davvero poco: perchè non ti abboni?
.
Home
Ogni giorno una traccia che vale davvero la pena sentire
Success
La sezione longform di HvsR
Un altro sguardo sulla musica, con un aggancio all'attualità.