Howling: Lover
Bei tempi, quando facevamo la rivoluzione cubana
 
← Music discovery

C’è un dancefloor parallelo dove puoi (s)ballare anche senza ecstasy: si chiama acoustic techno.

Howling
Lover

Ogni collaborazione riuscita ha la sua storia. A volte è un marketing plan indovinato, altre puro caso o destino che c’ha visto lungo. Se il risultato è buono, non necessariamente deve esserci una strada più dignitosa di un’altra, tra quelle fatte per arrivarci. In questo caso semplicemente le stelle si sono allineate secondo traiettorie – col senno di poi – ineluttabili. Ascolti i soundscape degli Howling e l’unica cosa certa è che così doveva essere, senza scampo.

La voce tremula di Ry Cuming si adagia sui pattern dritti di Frank Wiedemann come una combinazione che ha aspettato anche troppo tempo per attivarsi. È il cantautorato folk australiano meglio conosciuto come Ry X che scopre le notti insonni di una Berlino diversa, quella in cui il producer tedesco sospende per un attimo la sua ossessiva rivisitazione del passato iniziata con gli Amê per godersi il meritato riposo in un paese delle meraviglie in cui sentirsi libero di assorbire al meglio le sue dichiarate influenze indie-rock.

Cinque anni fa, Sacred Ground era stato un successo inaspettato. Il nuovo Colure promette di essere addirittura qualcosa di più, se non in termini di vendite, almeno dal punto di vista della qualità spicciola.

Emozioni minimali, quasi animalische, eppure delicate. Dolcezza cruda fatta di beat mai asettici. Lover prende i ritmi di una house balearica e li assesta sul timing stretto di una techno losangeliana tanto ballabile, quanto (e proprio qui sta il disallineamento che fa la differenza) cantabile. La cosa può confondere, come se aveste prenotato le vacanze a Ibiza e un branco di terroristi poco mainstream costringesse l’aereo ad atterrare sul lungomare di Long Beach. Ma affascina, allo stesso tempo. E non è poi così male. Pure lì c’è un sacco di gente che vi aspetta. Ha lo sguardo amico, anche se preferisce muovere il culo entro il rigoroso metro di distanza interpersonale.

Chiamateli pure party-softer, ma non sarei così sicuro che sappiano divertirsi meno di voi.

Rimani aggiornato: inserisci qui la tua e-mail (zero spam, promesso)

Humans vs Robots è un progetto di HVSR Media, società di diritto caymano finanziata al 90% dal k0llett1v0 Buonisti col Rolex. Tutti i diritti riservati.

Privacy Policy Cookie Policy