Humans vs Robots
 
Assalti Frontali (feat. Lo Zoo di Berlino): La città fantasma
L’emozione di scendere di nuovo in strada, in ciabatte
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È il momento che anche l’hip-hop italiano torni a rap-portarsi con la realtà.

Assalti Frontali (feat. Lo Zoo di Berlino)
La città fantasma

C’era una volta in cui l’obiettivo principale di un certo rap nostrano era quello di avere una valenza pratica: provare a incoraggiare una (chiamiamola così) rivoluzione fatta non solo di idee e concetti, ma anche di sentire collettivo e – last but not least – di fare.

Fast forward. Cosa sta dicendo l’hip-hop invece, da queste parti, allo stato attuale? Continuano a uscire canzoni come se nulla fosse, quasi protette da una bolla costruita attorno a una premeditata strategia dello struzzo, in cui sei mesi di pandemia rimangono annebbiati dietro la solita, fitta coltre della ormai ben rodata narrativa a tema “zoccole, droga e quattrini”.

Come spesso accade, tocca sempre agli stessi vecchi portare avanti una chiamata alle armi basata su quei valori che avevano fatto propri quando erano giovani. «Non si può fare finta di niente, chi è morto è morto e chi si è salvato si è salvato. Questo è il momento della verità: dobbiamo chiederci quali sono le cose veramente importanti» afferma Militant A, voce e contenuto degli Assalti Frontali, che proprio quest’anno festeggiano un privato trentennale di – appunto – militanza che dall’underground romano ha fatto sentire la sua eco il più distante possibile.

La città fantasma è un grido post-COVID per dire che non è andato tutto bene, ma a qualcosa bisogna pur ricominciare ad aggrapparsi. Quartieri deserti si trasformano in comunità di persone che tentano di recuperare un contatto spezzato, per superare quello che a tutti gli effetti è stato un trauma collettivo.

Con l’aiuto della base musicale composta ad hoc da Lo Zoo di Berlino (trio capitolino con una visione tanto atipica quanto eclettica dell’idea di post-rock, senza voce né chitarre) diventa una cosa che è come rimboccarsi le maniche con il sorriso sulle labbra, nonostante le mascherine. E trovare così un modo per dare nuovi significati a gesti che da troppo tempo il significato sembravano averlo perso del tutto.

Tipo alzare il pugno, anche se solo da lontano.

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