All Them Witches: The Children of Coyote Woman
Almeno non le abbiamo intitolate 1, 2 e 3. Vero James?
 
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Il ritorno della donna-coyote in mezzo a tutte quelle streghe.

All Them Witches
The Children of Coyote Woman

Max Zarucchi
Max Zarucchi

A volte capita che alcune band riprendano la storia di un testo pubblicato in precedenza e in qualche modo ne scrivano il seguito. Una specie di concept a puntate, tipo Charlotte the Harlot / 22 Acacia Avenue degli Iron Maiden, per intenderci.

Per la Coyote Woman degli All Them Witches siamo al terzo capitolo: dopo il suo matrimonio e la sua morte ora il soggetto sono i figli. Il gruppo di Nashville torna infatti sul mercato con un pezzo che anticipa l’uscita del prossimo Nothing as the Ideal e – escludendo il singolo a sé stante dell’anno scorso – è anche la prima prova vera e propria come trio, soluzione che paradossalmente sembra aver ampliato le possibilità espressive dei nostri piuttosto che privarle di un pezzo.

The Children of the Coyote Woman ci regala una band in grande spolvero, ormai maestra nel creare atmosfere dense e cariche, figlie dei Seventies più psichedelici ma con un passaggio obbligato nei territori post-rock che tanto hanno influenzato un certo approccio alla musica negli ultimi anni. Una ballata dilatata, malinconica e decadente che, pur somigliando vagamente a mille altre cose, risulta riconoscibile, a riprova di quanto Charles Michael Parks Jr. e compagni siano riusciti a far proprie le loro influenze plasmando un sound personale che acquista sempre più spessore a ogni uscita.

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