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Mr. Bungle: USA
Fuck the...
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Ancora cazzuti, ancora sul pezzo. Ancora Bungle.

Mr. Bungle
USA

I’m so Bored with the USA cantavano i Clash 43 anni fa. Gran bel pezzo, ma a parte che proprio loro in America avevano poi sfondato riempiendo stadi e svuotando piatti di cocaina, il brano era più un commento da bar. Sensato certamente, che faceva anche pensare, ma che poco si addiceva a una guerriglia urbana. Serviva uno slogan. Ignorante, marcio, diretto. Qualcosa senza filtri. Ci pensarono gli Exploited pochi anni dopo, che con Fuck the USA arrivarono dritti al sodo, senza mezze parole.

Probabilmente (anzi, sicuramente) il momento storico che gli Stati Uniti stanno vivendo – tra COVID e violenze urbane – è stato la miccia che ha acceso la voglia di coverizzare questo pezzo dai redivivi Mr. Bungle, ma va benissimo così. Dopo 21 anni di silenzio discografico la formazione composta dagli storici Mike Patton, Trevor Dunn e Trey Spruance (qui affiancata da Scott Ian e Dave Lombardo) torna alla grande e fa suo uno dei brani di punta di Wattie & Co.

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Oltre a una sezione ritmica assassina (poteva essere altrimenti con una line up simile?) colpisce sia la versatilità di Patton sia il fatto che, essendo lui stesso statunitense, gli manca l’accento scozzese, facendo sì che il sottinteso del testo risulti se possibile ancora più diretto: non è più lo straniero che critica aspramente il nemico, bensì il cittadino stanco di vivere sotto una gestione politica quantomeno discutibile.

Poi certo – una cover resta una cover, tanto più se suonata pari pari. Ma questa è in realtà un bel modo di rientrare nei giochi per Mike & Co., con anche un fine nobile (i proventi del singolo e del merch correlato andranno in beneficenza al MusiCares COVID-19 Relief Fund) che fa perdonare l’omissione del termine “fuck” dal titolo, forse un modo per rendere meno bersagliabile il brano sui social ormai in balia di algoritmi assassini. Un dettaglio che comunque non intacca la forza del pezzo e il suo messaggio senza tempo, con buona pace di un Novoselic sempre più Nugent, ormai perso tra dichiarazioni discutibili e marce indietro quantomeno ambigue.

Se la prossima volta dovesse toccare a Anticop dei Sepultura chiudiamo davvero il cerchio.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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