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En Minor: Blue
Stasera suoniamo al pub sotto casa
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Uno sgabello, del bourbon e un po’ oppiacei per una nuova vita da crooner.

En Minor
Blue

Anselmo goes blue. Già, probabilmente avrebbe dovuto pensarci già da tempo. Almeno quando lo spirito del Mississippi aveva mostrato segni di cedimento. Ritrovarsi, dunque, di nuovo ragazzino della Louisiana, memore del suo spirito più autentico.

Parliamoci chiaro: il caro e vecchio Phil è uno dei pochi che ha saputo tirar fuori dal cilindro post-Pantera un’accoppiata di dischi a nome Down che riescono a tenere il passo della grandezza precedente e addirittura rappresentano – a detta di molti – uno dei punti più interessanti della carriera. Con i Superjoint Ritual le cose si erano allentate e poi con gli Illegals si era finiti a fare la cover band della band texana. Il resto (Necrophagia, Christ Inversion, Arson Anthem) era poco più che un passatempo.

Gesti xenofobi, abusi e scene di afonia cronica a parte, il personaggio di Anselmo resta comunque uno di quegli idoli che difficilmente potranno svanire dietro una coltre di fumo (o erba – forse meglio), così come se niente fosse. Ed ecco quindi questo nuovo progetto blues tutto rurale e neworleansiano: gli En Minor! Qui Anselmo ritrova il suo tono baritonale da crooner, insieme a una più tenue e matura consapevolezza di chi – probabilmente – è oggi. L’uomo e l’artista.

Sgabello e microfono, un trio da locale del distretto di Storyville, una ripresa di canzoni dal progetto embrionale dei Body & Blood e un calore di sicuro impatto emotivo. Il quartiere francese rivive nei meandri di questo pezzo maliconico, a cui – naturalmente – si correla un blues fatto di riverberi oppiacei che sanno di bourbon e sangue.

Insieme a membri di Woven Hand e Superjoint When the Cold Truth Has Worn Its Miserable Welcome Out uscirà il prossimo 4 settembre via Season of Mist. Un regalo che il buon Phil potrebbe fare a tutti, riscoprendosi proprio nelle sue vesti più intimiste e nostalgiche.

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