Secret Shame: Dissolve
Due passi all'aria aperta ci volevano proprio
 
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Il fantasma dello spleen di metà anni Ottanta torna a ballare.

Secret Shame
Dissolve

Max Zarucchi
Max Zarucchi

L’amarcord può essere noioso e ripetitivo, ma anche divertente. Soprattutto quando si scelgono dei periodi storici e se ne pescano le cose più policromatiche. Ci sono mille band influenzate dai Joy Division o dai Cure più darkeggianti, ma sembra che, per qualche motivo morale ed etico, avvicinarsi a quelle sonorità comporti assolutamente il rinnegarne gli insegnamenti che portano a soluzioni più puramente pop. Per fortuna qualcuno se ne frega.

I post-punker Secret Shame hanno deciso da tempo di spargere in North Carolina il verbo dei New Order “suonati” e dei Cure “post ‘82” con risultati incredibilmente eccellenti. Dopo un periodo travagliato con assestamenti di line-up, arrivano al nuovo singolo e non ce n’è per nessuno: ritmica adrenalinica con basso chorusato alla Hooky sparato a mille, tastiere e chitarre sognanti con melodie perfette in cui perdersi sulle quali si posa la voce romantica e stralunata di Lena, una che potrebbe fare innamorare molti giovani Cureheads là fuori.

Nulla di nuovo sotto il sole quindi? No. “Solo” un singolo pop che ricalca in maniera terribilmente efficace ciò che di meglio poteva uscire dall’alternative indie a metà anni ‘80 e che in un epoca diversa probabilmente sarebbe già considerato culto. Semplicemente adorabile in tutto e per tutto, perfetto da ascoltare a ripetizione in questa strana primavera 2020, piena sì di sole e aria buona ma con lo spleen sempre pronto a battere sulla spalla.

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