New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Fiona Apple: I Want You to Love Me
The Big Apple doesn't lie

Correndo con le cesoie in mano. Per dirti ti amo.

Fiona Apple è uno di quegli illuminanti esempi a proposito dei quali bisognerebbe rivalutare il proprio snobismo nei confronti della cosiddetta etichetta generalista di pop music. Un genere sovente ad appannaggio di estetiche – oltre che di contenuti – che si rifanno ai medesimi pattern triti e ritriti, spesso orientati alle stesse logiche fascistoidi (concedeteci…) del Dio Marketing, che, però, la signorina ha sempre imparato a trattare con peculiare riserbo.

La Apple, superati i quaranta e a circa 8 anni dall’ultima perla discografica The Idler Wheel…, riesce ancora una volta, coi suoi tempi, a farsi apprezzare a tutto tondo. Trovando nuovi spazi e creatività, riplasmando ponderatamente la sua bellezza e al tempo spesso mantenendo un’identità che – seppur varia – è ancora salda alla sua autenticità specifica. Da ragazzina maudite, ora matura sperimentatrice.

↦ Leggi anche:
Traccia: Andrew Bird (feat. Fiona Apple): Left Handed Kisses

Fetch the Bolt Cutters (tratto probabilmente da una battuta dell’agente Stella Gibson in The Fall) è infatti un grande ritorno, che mostra estro, classe e una fantasmatica abilità di sperimentare e divertirsi. Proprio un tale melting pot di intenzioni e attitudini riesce a colorare di bello ogni angolo di questo nuovo lavoro, ricco di collaborazioni, ma fondamentalmente ancorato alla dimensione intima e domestica dei propri spazi. Il disco, infatti, amplifica (nei suoi toni percussivi così sottolineati) un sentimento che sembra – in questi giorni di lockdown – ancora più potente espressivamente.

In I Want You to Love Me, le influenze jazz girano nell’aria come entità presenti ma evanescenti, lasciando il territorio principale all’effetto ritmico straniante, divertito e malinconico allo stesso tempo, e a quelle armonie di chi, pur intendendo il pianoforte come compagno della giovane età, riesce a farlo parlare in maniera sempre più matura e consapevole.

Fiona Apple 

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!