New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Cirith Ungol: Before Tomorrow
Elric, Tolkien e altri eroi

Trve metal. Dato costantemente per morto, invece non muore mai.

Probabilmente criogenizzati in una capsula di qualche laboratorio, tornano i Cirith Ungol, e all’improvviso si ha davvero l’impressione che tanti decenni non siano mai passati. Sentire come nel 2020 l’esatta formula del loro epic metal oscuro, doomeggiante e cavernoso (a onor del vero: la versione “power” americana) possa risuonare ancora così efficace è uno di quei misteri che – fortunatamente – ancora ci lasciano piacevolmente sorpresi.

Così risale in superficie la voglia di tornare a indossare il chiodo (non quello in finta pelle) e scrivere sui muri frasi da defender come “TRVUE METAL NEVER DIES”, di nuovo liberi nelle lande adolescenziali di camerette, dischi maledetti e toppe sul giubbetto. Quando Tolkien e le saghe fantasy provavano a dare un senso a una società che sempre di più si stava distanziava da quei territori. Ebbene sì, anche in California.

E se in molti ancora sicuramente si ricordavano la grandezza di lavori come King of the Dead (1984), quasi nessuno sperava in un ritorno, dopo trent’anni, di siffatta caparbietà e attitudine stoica al Verbo del Metallo. La magistrale Before Tomorrow ha la struttura canonica del brano heavy metal e possiede esattamente tutto ciò che è necessario a rendere onore alla perfetta portata delle intenzioni. Il redivivo Tim Baker regala soddisfazioni con la sua voce profonda e sempre più personale, mentre il chorus è degno degli annali di Metal Archives.

Scioltasi dopo il quarto lavoro, Paradise Lost, nel 1991, e poi riunita sotto il trasporto emotivo del nuovo bassista Jarvis Leatherby nel 2017, la band di Ventura riscopre se stessa, esattamente come si era lasciata, più o meno coi membri originali, fotocopiandosi in una più che efficace teletrasportata nell’era metallara contemporanea. Forever Black è il titolo del nuovo lavoro e, con tutti i benefici nostalgici del caso e un ritrovato èpos narrativo, non poteva chiamarsi altrimenti.

Cirith Ungol 

Siamo su Substack! Iscriviti per ricevere la newsletter e sapere quando pubblichiamo nuovi contenuti!