Soul Asylum: The Beginning
Giovani, carini e disoccupati ai tempi del Covid-19
 
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L'ex-fidanzato della ragazza di Edward mani di forbice, ancora bloccato in quell'asilo.

Soul Asylum
The Beginning

Luca Villa
Luca Villa

Quello che negli anni Novanta non mancava proprio mai nelle camerette dei giovani della generazione grunge – camicie di flanella e Dr. Martens a parte – era un CD con una copertina verde. Parliamo dell’ultra suonato (per lo meno in quelle stesse camerette) Grave Dancers Union, il sesto lavoro in studio dei Soul Asylum. Senz’altro ricorderete il video con i cartoni di latte con sopra le foto dei giovani scomparsi. Runaway Train, e la mente corre veloce a un momento storico, forse l’ultimo, nel quale la musica contava ancora qualcosa.

Flash forward – 2020. Di quel gruppo è rimasto solo Dave Pirner che all’epoca se la spassava con Winona Ryder, ma che ora è imbolsito come tanti di quella generazione. D’altronde sono passati quasi trent’anni e non gliene si può far nemmeno una colpa (la mortadella piace a tutti, dopotutto).

Hurry Up and Wait, inizia sulle note di The Beginning, canzone che si muove tra coordinate musicali ben note ai fan della band. Una specie di Replacements ripuliti dagli eccessi e pronti per le classifiche, ecco. Solo che, comparendo così fuori tempo massimo, questo nuovo sforzo di Pirner sarà ascoltato da ben poche persone. Forse giusto da me e da te, che hai appena finito di leggere questa recensione. Fighi, eh, i bei tempi andati?

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