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Pure Reason Revolution: Ghosts & Typhoons
Dai banchi di Westminster

Pure Reason Revolution
Ghosts & Typhoons

La sempre cara, vecchia formula del progressive rock inglese.

Formatisi all’Università di Westminster nel 2003 e scioltisi nel 2011, i Pure Reason Revolution decidono amabilmente di riunirsi qualche anno fa, nel 2018, e di tornare sulle scene discografiche con il recente Eupnea, uscito il 3 aprile scorso per l’iconica Inside Out. Un disco che già sta godendo di un ottimo riscontro di pubblico e critica. A quanto pare il nome suscita ancora pieno interesse, pace per chi se lo era facilmente dimenticato.

I PPR originali oggi sono solo Jon Courtney e Chloë Alper, ma sembra siano più che sufficienti, visto come riescono ancora a giocare con ventate di freschezza elettronica a tinte pop per rendere il nuovo disco un prodotto progressive gustosamente “al passo coi tempi”.

Il genere, come si sa, soprattutto in terra inglese, non è proprio uno di quelli che si è dato alla modernità più ricercata. Anzi, si è arroccato a lungo sui medesimi toni (si veda tranquillamente la maggior parte delle uscite di Inside Out o della wilsoniana Kscope per conferma). Non ce ne voglia nessuno, naturalmente, ma per molti la musica progressiva vera e propria potrebbe non essere esattamente rappresentata appieno della (ancora troppo stantia) scena odierna.

In Ghosts & Typhoon l’accoppiata vocale Courtney e Alper, unita a certi rintocchi electro, riesce a rendere non anacronistico quel riff progressive che già abbiamo sentito più volte. Si aggiunga una produzione ben degna dell’etichetta e un ritornello pop che si stampa subito in mente ed ecco che la canzone è bell’e che fatta. Tutto sommato la prova del tempo sembra superata. E l’ascolto del disco intero è consigliato. Magari in accoppiata col ritorno degli Psychotic Waltz.

Pure Reason Revolution 

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