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Extended Play

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Hexvessel: Fire of the Mind
Kvohst per gli amici
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Centrifugo, solare e logico, decadente e simmetrico. Come la morte.

Hexvessel
Fire of the Mind

Il nuovo lavoro di Mat McNerney riesce nell’intento di riportare il suo progetto folk psichedelico finnico sulle carreggiate più fondanti ed efficaci. Mentre il precedente All Tree era stato un passo forse più lungo della gamba, cercando di riproporre un sound vagamente californiano e bluesy, questo Kindred – tornato sotto la più familiare Svart Records – cerca di proseguire le tonalità dei primi album, soprattutto Iron Marsh e No Holier Temple di inizio decade.

Come al solito, da un personaggio come l’ex Kvohst non si sa bene cosa aspettarsi. Ormai allontanate definitivamente le trame metal estreme che avevano contraddistinto la prima epoca del musicista inglese (soprattutto il progetto black metal norvegese di culto Dødheimsgard), ma anche quelle post-punk di Beastmilk e Grave Pleasures, McNerney si trova più a suo agio ora, a quanto sembra, ad avvicinarsi all’amico Nergal (con la collaborazione in Burning Churches) e fare un po’ il rocker figaccione in acustico.

Il progetto Hexvessel riapre le sue tonalità più silvestri e intriganti anche con la riproposizione di questo meraviglioso pezzo dei Coil, band sperimentale inglese capitanata da Peter Christopherson, eseguito in maniera molto fedele all’originale, seppur in modo più concentrato e meno sacrale.

Questo tipo di neo-psichedelia folklorica non sembra necessitare di prolissi allungamenti e ipnotiche divagazioni, ma pare voler arrivare al dunque per effetto di un sound ipercurato, sempre senza dimenticare le dinamiche più naturali e fascinose del genere.

«Does death come alone / Or with eager reinforcements? / Death is centrifugal / Solar and logical / Decadent and symmetrical / Angels are mathematical / Angels are bestial / Man is the animal / Man is the animal».

Riscopriamo dunque quelle magiche parole dei canti sacri alla Morte, tipiche di leggende che speriamo di non dimenticare mai. Anche in questa posa più eclettica e formalmente contemporanea.

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