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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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The Radio Dept: You Fear the Wrong Thing Baby
Il dream pop è bello, ma faticoso

The Radio Dept
You Fear the Wrong Thing Baby

La stazione radio che da sempre tocca le frequenze giuste.

Bel ritorno per i super dream poppers da Lund, Johan Duncanson e Martin Larsson, di nuovo alle prese con quella miscela a metà tra Pet Shop Boys e My Bloody Valentine. Certo: come non cavalcare l’onda che il genere sta ormai producendo ininterrottamente da qualche anno?

Già, perché l’elettronica Eighties non sembra essere più solo appannaggio del metallaro trascendente (vedi Ulver, Katatonia ecc.) o dell’indie rocker. Ormai, tutti quelli con un dispositivo di registrazione e buon gusto possono “esprimere” secondo questi canoni. Fortunatamente circa vent’anni di attività musicale nel campo fanno sì che i Radio Dept riescano ancora a mantenere il proprio status di paladini, e non di cloni. Ancora vincolati al nome Radioavdelningen, originariamente preso dall’insegna di una stazione di benzina in cui, se necessario, potervi anche farti riparare l’autoradio. Era il 1995, sembra ieri.

You Fear the Wrong Thing Baby è infatti esattamente ciò che ci si aspetta di sentire, soprattutto da parte di chi è ancora rimasto attaccato al mitico Lesser Matters del 2003. Non c’è più quel sentore autentico, forse, ma stiamo comunque parlando di gente che quel che fa lo sa fare bene.

Radiofonico, evocativo, riverberato al punto giusto, ma anche suonato, con un approccio acustico nordeuropeo e un piglio ancora abbastanza identificativo degli svedesi. Sintomatico anche il testo sulla fine dei nostri giorni: «In the end time to end all end times / Still can’t keep everyone down / Some hijackers will prove the shackles / Are wasted on the young». Profetico, in qualche modo.

The Radio Dept 

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