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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Muzz: Bad Feeling
Giochiamo ai misteriosi, dai

Post-rock a palla nei walkmen dell’Interpol a cavallo.

Paul Banks degli Interpol deve essere uno che si annoia molto facilmente. Negli ultimi anni praticamente ogni volta che il ciclo disco/tour della band da lui capitanata termina, si butta in qualcosa di diverso. Prima un disco da solista sotto lo pseudonimo di Julian Plenti, seguito da un EP e un album con il nome Banks, poi un mixtape hip-hop e il progetto Banks and Steelz con RZA dei Wu-Tang Clan. Uno che non sta mai fermo, insomma. Nemmeno ora.

Il suo nuovo giocattolino si chiama Muzz, con Matt Barrick dei Walkmen e Josh Kaufman dei Bonny Light Horseman e Bad Feeling è il biglietto da visita che potrebbe (forse maybe) portare a qualcosa di più sostanzioso, tipo un album vero e proprio. Speriamo, perché se questo è l’antipasto, il pranzo (o la cena o il brunch o tutte ‘ste cose moderne – la pappa, per capirsi) si prospetta succulento. Indie-pop/folk dalle venature lo-fi in un’atmosfera in bilico tra il confidenziale e lo svogliato che, prendendo all’apparenza le distanze dal piglio più aggressivo degli Interpol, ne accentua in realtà l’impatto emotivo sottocutaneo.

Se è così che Paul reagisce alla noia, non possiamo che augurarci altro che il Nostro continui a temere il tedio e scacciare l’accidia a suon di piccoli gioielli come questo.

Muzz 

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