Humans vs Robots
 
Wolf Parade: Forest Green
Alfieri di una terra che ancora non ha finito di scusarsi per Bryan Adams
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Un buon passo per tentare di riportare il Canada al centro della scena rock.

Wolf Parade
Forest Green

Vi ricordate la scena canadese d’inizio anni Duemila o giù di lì? C’è stato un momento nel quale le coordinate del rock pare si fossero spostate da quelle parti.

Arcade Fire, Broken Social Scene, Godspeed You! Black Emperor, Stars, The New Pornographers – tanto per citare i primi – provenivano tutti da lì. Formazioni ben preparate musicalmente e con un background invidiabile. Era gente che si vestiva pure bene, accidenti.

Tra questi c’erano anche i Wolf Parade che – unendo le forze con quel bontempone di Isaac Brock dei Modest Mouse e con il supporto della Sub Pop – incisero nel 2005 uno dei migliori album degli anni Zero (Apologies to the Queen Mary – se non lo conoscete, correte immediatamente ai ripari).

Inutile dire che i dischi che sono venuti dopo non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quel gioiello, anche se forse, nel nuovo singolo, c’è qualcosa che può far vibrare il cuore ora come allora.

Il pezzo si chiama Forest Green ed è contenuto in Thin Mind, il nuovo lavoro della formazione – il quinto per la precisione. Il singolo estratto è isterico come i migliori Psychedelic Furs e si poggia su una ritmica new-wave che più new-wave non si può. Le tastierine di un tempo ci sono (ancora) tutte e le voci di Spencer Krug e Dan Boeckner fanno faville, proprio come nel lontano 2005.

Incrociamo le dita per il resto della tracklist.

Luca Villa
Luca Villa

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