Jehnny Beth: Flower
A wild and savage flower
 
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Esplicito pop bisessuale, venuto decisamente bene.

Jehnny Beth
Flower

Explicit gender music. Non esiste nessun termine del genere per incasellare un tipo di musica che fa del suo stilema sessuale d’appartenenza anche la sua valenza. Non esiste, ma si capisce bene cosa si intende. Vuol dire che qualcosa di questo tipo è davvero in giro, di questi tempi.

Jehnny Beth non è di certo estranea agli affari cool nell’estetica musicale indie e infatti pensa bene di darsi al solo album di debutto, in uscita l’8 maggio prossimo: To Love Is to Live. Anticipato dal primo singolo I’m The Man («and not a pussy», come dice nel testo) e poi dalla recente, e più sensuale, Flower, che va d’ordinanza ad affacciarsi su territori ormai ampiamente battuti dalle varie Anna Calvi, St. Vincent, Jenny Hval, Sharon Van Etten e prodigi musicali femminili del ventunesimo secolo musicale.

Si, certo. La tendenza è ormai ampiamente di moda. Tanto che ormai parlare di eterossualità nell’estetica pop è come riferirsi a un certo antico (e sorpassato) amor cortese. O peggio ancora, a qualcosa d’archeologico. Paleolitico. Anni luce lontano dal mercato. Oggi se si fa pop (di quello intelligente, come in questo caso, ma non solo) non si può mica parlare di quegli amori e di quel sesso che intercorre tra un maschio e una femmina piuttosto comuni. No, di certo.

Camille Berthomier, nome che si cela dietro al microfono dei Savages, oltre a essere colei che è divenuta una talentuosa musicista francese in terra inglese, ha sempre detto che il sesso è un modo meraviglioso per mettersi alla prova, per conoscersi davvero. Ed effettivamente con un pezzo e un video del genere sembra chiaro dove si vuole andare a parare. E sicuramente anche cosa si vuole andare a dire. Ma non è certo di saggistica sociologica che si vuole discutere qui.

Eppure l’insieme funziona per davvero. Come ci si poteva aspettare, dopotutto. E il bianco e nero. E gli incroci di corpo e sguardi tra la Beth e Rebeka Adams risveglierebbero l’animo libidinoso anche del più casto asceta. Senza dubbio, tutto di posa. Altrettanto indubbiamente, se posto in questi termini, dannatamente riuscito. In attesa del disco ci godiamo questo piccolo fiore di sapore brit ed estetica da rivista glamour francese.

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