KOLARS: Here Comes the Night
Perché l'aria io la sapevo, era un pezzo del grande Nick Gilder
 
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Marito e moglie, a metà tra White Stripes e David Bowie. Chiamatelo glam-a-billy.

KOLARS
Here Comes the Night

Luca Villa
Luca Villa

La storia potrebbe iniziare così: eravamo seduti nel Korova Milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata, poi abbiamo scoperto un gruppo di Los Angeles che ci ha fatto impazzire. Da allora i KOLARS continuano a folleggiare nella veste di autentici sbarazzini della strada, tra cover e materiale inedito, mentre tutti aspettiamo il loro secondo album, quello che li potrebbe far esplodere.

Il duo di Los Angeles – Rob Kolar, voce e chitarra, Lauren Brown alla batteria – che tre anni fa ha dato alle stampe il loro omonimo disco di debutto, sfruttando la viralità delle piattaforme streaming, negli ultimi tempi ha pubblicato singoli come se non ci fosse un domani e fatto ballare più di una persona (andate a riascoltare Turn It Up, per esempio). Per San Valentino, hanno reso disponibile una cover di Nick Gilder, Here Comes the Night, suonata dalla formazione come se fosse una loro composizione. Glam, elettronica e diverse belle chitarrone in primo piano si mischiano disegnando una vera rarità nell’attuale panorama musicale.

Garantisce per loro quel vecchio volpone di Mike McCready dei Pearl Jam che, dopo essersi follemente innamorato della band, ha fatto stampare in fretta e furia il loro precedente singolo per la sua etichetta discografica (Hockey Talkter Records).

Affascinanti, sintetici quanto basta, ma sempre sanguigni: iniziate ad ascoltarli ora, vorrete mica che Pitchfork li scopra prima di voi, vero?

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