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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Turnstile & Mall Grab: The Real Thing
All music is dance music
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Baltimora hardcore da discoteca retrò.

Turnstile & Mall Grab
The Real Thing

Già stroncatissimo dalla critica – giusto per partire alla grande – arriva un nuovo prodotto discografico a nome Turnstile. La crew hardcore di Baltimora non è mai stata lontana dalla commistione dai generi. Li ricordiamo già con la megastar dell’EDM Diplo (in Right to Be) o col simpatico attaccabrighe hip hop di $uicideboy$. Bene, dunque, dentro un altro figlio dell’electro.

Time & Space, targato 2018, non era affatto un brutto disco. Ma sembrava potesse dire ancora di più. Evidentemente la pensava così anche il producer australiano Mall Grab, che da lì ripesca tre pezzi e li re-immagina totalmente. È così Generator, The Real Thing e I Don’t Wanna Be Blind cambiano ossatura e si trasformano in punte dance frizzantine e goderecce, che ovviamente richiamano lo stato di forma di certo dreampop contemporaneo.

ll frontman Brendan Yates è super entusiasta dell’EP e riesce a farsi scappare un interessante compendio a questo nuovo lavoro. «It feels refreshing to be able to share ideas like this together. All music is dance music». E tutto sommato risulta difficile, anche dietro certa scontatezza di pattern ritmico, non riscontrare una notevole efficacia in questa operazione di chirurgia plastica.

The Real Thing e questi video “da poco” che presentano la proposta sembrano talmente bruttini da far risultare il prodotto un piacevole divertissement, un po’ (tanto) kitsch, decisamente retrò e in grado di far muovere la testa come non si faceva da tempo. Ah, sì, e ricordarsi anche di Closer dei Nine Inch Nails, ovviamente.

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