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Úlfarr: Part V
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Paint it (True) Black. Odio puro e misantropia ad alta velocità.

Úlfarr
Part V

Il black metal di seconda generazione, altresì detto scandinavo, ha ormai un quarto di secolo. Negli anni decine e decine di band hanno apportato modifiche alla ricetta base: chi aggiungendo elementi diversi (tastiere, archi, cori), chi contaminando il sound con altre soluzioni stilistiche (industrial, electro, folk) – tutto pur di risultare in qualche modo originali.

Il che va benissimo. Ma a volte uno vuole sentire proprio quel suono lì. Quello trve. Quello crudo e ancestrale. Nonostante la vasta offerta, per trovare cose simili bisogna scavare dell’underground più profondo, habitat che di per sé sarebbe quello naturale per il genere.

È qui che si muove Úlfarr, one man project dell’inglese Dominus che con il nuovo EP Hate & Terror: The Rise of Pure Evil sin dalla copertina scaraventa l’ascoltatore in pieno mood Darkthrone periodo Transilvanian Hunger (senza arrivare al pur splendido semi-copiaincolla del superkult Black Metal Ist Krieg dei Nargaroth). Nessun infiocchettamento, nessun passaggio stiloso: solo furia cieca grondante nichilismo, misantropia e disprezzo verso l’umanità. Part V è forse il brano meno iconoclasta del pacchetto, con il suo piglio black’n’roll mutuato da Hellhammer e Bathory, dimostrando che c’è molta altra carne al fuoco oltre al blastbeat sparato a mille.

Black metal grezzo. Primordiale. Marcio. Senza compromessi. Una produzione che rende giustizia ai brani senza snaturarli. Qualcosa di appena stampato che se non fosse per la data di uscita potrebbe appartenere benissimo al periodo ‘92-‘94. Chi non cerca l’innovazione a tutti i costi e vuole qualcosa di dannatamente efficace, qui troverà pane per i suoi denti. 30 minuti di odio puro per un futuro classico di culto.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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