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TR/ST: Iris
Robert Alfons as the new Dave Gahan
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Dreampop pansessuale: sembra uno scioglilingua e invece suona da Dio.

TR/ST
Iris

I TR/ST, prima conosciuti come Trust, sono il prodotto elettronico del canadese Robert Alfons, per molti icona sexy della musica nordamericana. Almeno di quella underground. A conferma del tutto, ecco che i rintocchi del suo synthpop risuonano – ancora una volta – malinconicamente ammalianti.

Non sarà cosa nuova ormai cavalcare l’onda del revival dreampop sintetico, aperto a tutte le influenze hipster/radical/open-minded ecc. Una strada che sicuramente oggi conviene percorrere. I tempi sono quelli buoni. E anche questo singolo, insieme a Shame non fa di certo sconti in questa direzione.

Iris è presa dal nuovo The Destroyer - 2, uscito a novembre per Grouch/Royal Mountain, che conclude il percorso della precedente prima parte, che aveva fatto capolino all’inizio di quest’anno. Le suadenti vocal di Alfons si settano su un pattern abbastanza canonico di matrice elettro-pop, coordinate da un video che ricorda tanto David Lynch quanto i Depeche Mode: dopotutto Dave Gahan non è certo l’ultimo della lista quando si parla delle influenze di Alfons.

La progressione dark-wave dei TR/ST sembra qui riunirsi con Maya Postepski, l’iniziale co-fondatrice della band, che viene accreditata in alcuni pezzi del nuovo disco. Non c’è dubbio che il progetto continui a giocare le sue carte migliori. Il pubblico appropriato è stato definito. Il momento è quello giusto. L’estetica pure.

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