New Music

Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

Tracce

... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

Storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Autori

Chi siamo

Cerca...

Today Is The Day: No Good To Anyone
Uno sguardo che vale più di mille parole

Today Is The Day
No Good To Anyone

L’eterna lotta contro il sé che ama farsi del male.

In un’ipotetica classifica degli artisti più veri, sinceri, coerenti ed espressivi degli ultimi cinquant’anni, di sicuro tra i primi dieci posti deve esserci Steve Austin.

Con i suoi Today Is the Day dipinge dal 1992 gli orrori, le manie, le paure dell’uomo con tutte le sue contraddizioni, dove il dolore è sia temuto che catartico, la violenza è spaventosa e gratificante allo stesso tempo e la gioia della vita pesa quanto il buio dell’esistenza.

Una carriera mai statica, in cui ogni album ha rappresentato un tassello diverso della vita di Steve, unico membro stabile della band, che ha trovato nella sua musica un veicolo per esorcizzare il nemico numero uno: se stesso. Il tutto contornato da un’esistenza tutt’altro che facile, dove le gioie di una compagna eccezionale e un figlio fanno da contraltare a improvvise defezioni, perdite ingenti di denaro, incidenti stradali con infortuni invalidanti. Ci hanno fatto anche un documentario, lo splendido The Man Who Loves To Hurt Himself.

No Good to Anyone è la title-track apripista per il nuovo album in uscita a inizio 2020, ed è una summa di tutto ciò che rappresentano i Today Is the Day oggi. Sette minuti e mezzo di sangue, sudore e lacrime. Una bestia feroce ferita che vaga nella vana ricerca di un rifugio dove curarsi, tristemente conscia che è una chimera. Un drumming pachidermico e serrato unito a un basso asfissiante fanno da sostegno per le chitarre melodicamente dissonanti che lasciano spazio alla tipica voce filtrata e distorta, vero trademark della band. Un incubo sonoro in grado di colpire al cuore senza pietà, come il breakdown annunciato dall’occhio lucido mentre la bocca dello stomaco si contorce togliendo il fiato.

Maynard in confronto è un chierichetto. Lunga vita a Steve.

Today Is The Day 

Vuoi continuare a leggere? Iscriviti, è gratis!

Vogliamo costruire una comunità di lettori appassionati di musica, e l’email è un buon mezzo per tenerci in contatto. Non ti preoccupare: non ne abuseremo nè la cederemo a terzi.

Nelle ultime 24 ore si sono iscritte 4 persone!