Humans vs Robots
 
The Districts: Hey Jo
Angeli protettori per l'album che verrà
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La goccia buona nell'oceano delle guitar-band.

The Districts
Hey Jo

Con i Districts, quartetto di Lititz, Pennsylvania, ci eravamo lasciati all’album Popular Manipulations, del 2017. Un album che, per diversi aspetti, doveva essere il lavoro della maturità, ma che invece è stato accolto come si accoglie un non invitato alla festa che, per giunta, non porta niente da bere. Un errore clamoroso, perché non solo si trattava di un egregio lavoro, ma aveva pure il pregio di portare con sé un paio di singoli che giravano bene. Parliamo di If Before I Wake, e Ordinary Day.

Ciò che ha sempre giocato a sfavore dei Districts è di trovarsi in un girone troppo affollato: quello delle folk/blues band dalla personalità spiccata, ma dalla produzione non sempre all’altezza del clamore. Una linea lunga almeno un paio di decenni, che va dagli Stereophonics ai Black Keys, passando per i Mumford & Sons.

Ma ecco ora un nuovo album dal titolo che suona autobiografico: You Know I’m Not Going Anywhere. Il quarto, in uscita a marzo, sempre con la Fat Possum Records. Un disco che rischiava di non esserci, perché la band, per sua stessa ammissione, dopo lunghi periodi spesi in tour, era brasata.

Ma come spesso accade in questi momenti, il leader si impossessa del timone e fa il cacchio che vuole. Rob Grote, voce e penna del gruppo, si è chiuso nella sua stanza e ha creato di getto «cose che non suonavano come The Districts». Così è andata: il singolo Hey Jo non aderisce alla formula abrasiva di sempre. Pare costruito su un giro di una hit pop minore degli anni Settanta, con incedere un po’ arcadefireiano. Un gioiellino.

Questa è una band infuocata che non scotta. E forse questo è l’album del grande incendio.

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