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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Hollie Cook: Dance In The Sunshine
Pretty VaChameleon
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Non sempre i figli d’arte (insospettabili) deludono.

Hollie Cook
Dance In The Sunshine

Essere figli d’arte non è facile. Spesso si sente il peso di un’eredità ingombrante, un nome a cui rendere onore, aspettative troppo alte, o semplicemente bisogna combattere contro i pregiudizi di chi a prescindere marchierà l’erede di turno come raccomandato.

Le cose sono tre: o si naviga nella celebrazione di un passato glorioso dei propri genitori (qualcuno ha detto De André?), o si hanno delle qualità fuori dal comune che nessuno dotato di senno può permettersi di criticare (Buckley?) oppure si prende la cosa con un sorriso e si fa quello che più piace fregandosene del resto.

Quest’ultima opzione è quella che più si addice a Hollie Cook, figlia di Jani – storica corista dei Culture Club – e di Paul Cook – batterista dei Sex Pistols. Una che gironzolava con Bowie a dieci anni insomma.

Una carriera costellata di collaborazioni di tutto rispetto ( Slits, Ian Brown degli Stone Roses, Jamie T), dove però le cose migliori vengono dalle sue prove soliste.

Dance in the Sunshine è un piacevolissimo brano reggae (lei lo chiama tropical-pop ma quello è) che fa risplendere la sua bellissima voce e mette istantaneamente allegria. Good vibrations a go go con una freschezza esecutiva che è raro trovare nelle nuove uscite del genere senza incappare in cloni dei cloni plastificati.

E a chi (dato il DNA) si sarebbe aspettato qualcosa più anticonformista, va ricordata la sua dichiarazione più famosa: «È difficile essere una ribelle quando tuo padre è uno dei Sex Pistols».

Come darle torto… Anche perché come padrino ha Boy George.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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