Fever 333: One Of Us
Prima o poi di un buon idraulico c'è sempre bisogno
 
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Il crossover non ci ha mai lasciati, ma sono rimasti davvero in pochi a farlo a regola d'arte senza puzzare di naftalina.

Fever 333
One Of Us

C’è stato un vuoto da colmare per moltissimi anni, un vuoto lasciato da una band che ha rivoltato le budella di tutti, facendo politica, facendo musica, facendo casino: i Rage Against the Machine. Consci di questo e figli della medesima generazione orfana, i Fever333 hanno deciso che era ora di rimediare.

Assolutamente non di primo pelo ma ex-membri di band dei primi anni 2000 (Letlive e Chariot), cresciuti in pieno periodo hardcore e crossover, si formano nel 2017 e nel 2018 hanno già una nomination ai Grammy. Tutto bene.

Con testi che trattano di attualità, che criticano fortemente la politica americana e tutti i suoi depravati prodotti, mescolano collaborazioni eccellenti a sonorità che ricordano i Linkin Park, più primitivi ma senza scimmiottare nessuno, proprio per via dell’anagrafe che li mette al riparo da accuse di “suonare come” senza esserlo.

Una spinta a tutto il progetto è stata data certamente dal buon Travis Barker che, a quanto pare, se vivi in California e hai una band che gli piace a un certo punto te lo ritrovi in garage che ti suona la batteria senza averti manco telefonato prima. So’ ragazzi.

Pezzo incredibile di protesta neanche tanto velata che fa parte di un disco, Strenght in numb333rs. Una L333ctio magistralis old school, ma al contempo attualissima. Entusiasmo alle stelle.

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