Leonard Cohen: Happens to the Heart
The dead don't die
 
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Poesia postuma, a testimonianza che la grande musica non muore.

Leonard Cohen
Happens to the Heart

«Now I bid you farewell, I don’t know when I’ll be back / They’re moving us tomorrow to that tower down the track / But you’ll be hearing from me baby, long after I’m gone / I’ll be speaking to you sweetly from a window in the Tower of Song». Questo è quello che diceva il buon vecchio Leonard, in Tower of Song, canzone targata 1988 e non sembra certo sbagliato ricordarlo così. Almeno una volta che nuova musica a suo nome continua a essere pubblicata dopo la sua dipartita.

Happens to the Heart è il primo singolo che anticipa l’album postumo del grande songwriter e scrittore canadese, voluto fortemente dal figlio Adam e composto anche grazie a collaboratori stretti di Cohen. Thanks For The Dance: questo il titolo. E i ringraziamenti – anche se celebrativi e con un’aura di trovata di marketing – sono di certo dovuti. Grazie, Leonard.

Lo storico collaboratore Javier Mas firma le chitarre, Daniel Lanois ci mette il pianoforte, salta dentro l’orchestra Stargaze di Berlino e anche un tocco di Zac Rae (Death Cab for Cutie). Il brano, che probabilmente era stato scritto durante le session di You Want it Darker non mente sul nome e, pur lontano dalla presenza vitale contingente del Maestro e poeta, riesce a lasciare nel cuore quella purezza coheniana di sicuro impatto esistenziale.

Il ragazzino che sembra interpretare (almeno nell’inquadratura iniziale) Leonard Cohen, viene dipinto come una summa della sua musica intera e, nonostante assomigli più a Josh Homme (davvero incredibile!), ascende alla meditazione spirituale nell’efficace video di Daniel Askill. «Volevo realizzare qualcosa che parlasse della vita di Leonard come monaco Zen. Quasi una narrazione visiva simbolica che tracciasse il lasciar andare l’ego e le trappole della fama… e portasse alla transizione verso qualcosa di puro e trascendente».

The Dead Don’t Die recitavamo qualche tempo fa. Ed evidentemente è così anche per la grande musica, la grande poesia e i grandi uomini. «You see, I knew about the ending / what happens to the heart». Lo sapevi, Leonard. E lo sapevamo anche noi.

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