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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Hollywood Vampires: I Want My Now
Retirement home's out forever
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La sfacciataggine geriatrica colpisce ancora. Alla faccia dell’osteoporosi.

Hollywood Vampires
I Want My Now

Robert Smith nel 1996 pubblicò con i Cure un disco che ha ricevuto più critiche che elogi. Wild Mood Swings era un’accozzaglia di brani slegati tra loro, che perlopiù scontentò sia i fan oltranzisti sia gli ascoltatori occasionali. Ma conteneva anche un piccolo gioiello, quella Want dove elencava ciò che voleva/desiderava in maniera sofferta, conscio del tempo che passava inesorabile. Desideri a termine, dunque.

Bene. Del tempo agli Hollywood Vampires non frega una fava. Zero proprio. Lasciamo perdere un attimo i turnisti che poco contano: il nucleo della band è formato da Alice Cooper, 71enne con la passione dei serpenti, Joe Perry, 69enne sopravvissuto non si sa come a una vita di eccessi, e Johnny Depp, attore 56enne tutt’altro che sobrio prestato alla musica e che in mezzo a quei due sembra un ragazzino. E di cosa parlano? Di quello che vogliono ovviamente. Ma non in maniera malinconica, tutt’altro: se i nostri si trovassero in un negozio di dolciumi vorrebbero tutto ciò che c’è dentro, cassiera compresa. Anzi, probabilmente prima (e soprattutto) la cassiera.

Nati come side-project per riempire i buchi (nessun doppio senso eh) e divertirsi tra amici, dopo un disco di cover e svariati tour in mezzo mondo, tornano con una strenna natalizia composta prevalentemente da brani originali, tra cui questo singolo apripista, che suona esattamente come uno se lo aspetta. Hard rock cafone, sopra le righe, macho e truzzamente buzzurro. Sarebbe facile dire che è pieno di cliché, ma dato che sia Cooper sia Perry detengono la paternità di buona parte di quegli stereotipi, diciamo che suona figo, davvero figo. O cool, che ci sta meglio. Merito anche della produzione boombastica di Tommy Henriksen, che ricalca le orme di Desmond Child e Bob Rock aggiornando il suono con un risultato snello ed efficace.

Anche questa volta gli anziani hanno qualcosa da insegnare… Greta Van Fleet, non fate finta di non aver sentito.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

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