Dry Cleaning: Sit Down Meal
Qui era dopo il karaoke
 
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I nuovi punk sussurrano cose terribili sull'amore.

Dry Cleaning
Sit Down Meal

I quattro membri dei Dry Cleaning erano amici da anni, ma hanno deciso di formare la band solo dopo un karaoke party, nel 2017. E questo già sarebbe sufficiente a dar loro tonnellate di credibilità. Se non bastasse, aggiungiamo il fatto che si muovono nella zona di Londra sud, in particolare l’area di Peckham, a detta di molti, una delle scene più elettrizzanti per la musica, nella capitale inglese, in questo momento.

Il loro singolo d’esordio, dritto e mononota, si intitolava Magic of Meghan, ed era un (sincero) tributo a Meghan Markle, duchessa del Sussex, l’osannata nuova icona reale inglese. Siamo in un sottoinsieme un po’ frivolo e più contemporaneo di God Save the Queen, si può dire. Perché i Dry Cleaning sono inequivocabilmente una punk band, nella forma, nel contenuto, nella produzione. Hanno sfornato due EP in un anno, il primo dei quali, il sorprendente Sweet Princess, inciso senza aver fatto un solo live.

Gran parte del fascino di questa dinoccolata band si deve alla “vocalist” Florence Shaw, ex docente universitaria, arruolata per la sua abilità nello scrivere testi dissacranti sui sentimenti in era social, con quell’umorismo fendente che arriva solo se sei preparato. Sul palco recita, è statica, marmorea, fa spoken word, e pare invasa da un terrore primordiale. Proprio per questo, è perfetta.

Sit Down Meal è il primo singolo tratto dal secondo EP, Boundary Road Snacks and Drinks (ce n’è anche un secondo, questo). Per usare le parole stesse della Shaw, «parla del senso di impotenza che si ha quando qualcuno non vuole più stare con te».

Una romanticheria tipica di questi tempi, insomma.

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