Sacred Legion: A Taste Of Turmoil
Horror rock non sempre è sinonimo di Carnevale
 
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Chiamiamolo death r'n'r, ma è un altro modo di tenere per mano il passato guardando dritto negli occhi il futuro.

Sacred Legion
A Taste Of Turmoil

Max Zarucchi
Max Zarucchi

Il concetto di “supergruppo” odora molto di anni Settanta e di virtuosismi vari. Non è propriamente questo il caso, ma da qualche parte bisogna pur iniziare no? Bene.

I Sacred Legion sono un power trio nato da poco, dove ritroviamo Fabiano (ex Chants of Maldoror/Spiritual Bats), Mirko (ex Human Disease) e Tony Volume (ex Idol Lips). Ovvero alcune delle band underground italiane più efficaci e influenti di un certo tipo di sonorità. Death rock meets punk rock’n’roll Circa.

I nostri non tradiscono le loro radici ma giocano di sottrazione, rendendo A Taste of Turmoil un brano schietto e agile o, come direbbero gli Ammericani, “in your face”, dove echi dei Damned flirtano con i Samhain mentre lo spirito del Rozz Williams più rock degli anni Novanta (Shadow Project e soprattutto Daucus Karota) guarda compiaciuto.

Dietro al mixer un altro nome conosciutissimo nella scena, quel Silvio Viscogliosi che ha messo mano a capolavori del genere come Thy Hurting Heaven. Un bollino di qualità, insomma. Tipo l’adesivo “Parental Advisory” sopra i cd nei ‘90/00.

Un debutto interessante, un antipasto che fa venire fame. Di sangue, ovviamente.

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