Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

storie

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

Ludovico Einaudi: Seven Days Walking (Day 7)
Abbath Doom Occulta non sei nessuno
↤ Tracce

I boschi. La neve. Il vento. Un uomo. Il suo pianoforte.

Ludovico Einaudi
Seven Days Walking (Day 7)

Spesso l’idea che si ha nei confronti della musica classica è distorta. «Sono eccellenti esecutori, ma di pezzi altrui»: roba da vecchi, snob, cose così. Questo porta molte volte a saltare a piè pari tutto ciò che è catalogato con quel marchio.

Nulla di più sbagliato.

Se infatti è vero che la maggior parte sono ennesime riproposizioni di composizioni arcinote o tentativi maldestri di emulare lo spessore artistico di compositori ormai già digeriti dai vermi, qua e là si nascondono dei piccoli tesori. E non stiamo parlando solo di nomi sconosciuti, ma anche di persone che, in teoria, già hanno fatto tutto ciò che dovevano.

Il rinnovato contratto con la Decca ha portato nuova linfa (e denaro) nelle vene di Ludovico Einaudi, che giunge oggi alla conclusione di un progetto ambizioso e affascinante: sette dischi, uno al mese, per un viaggio che parte da un’esperienza personale – l’isolarsi, nel gennaio 2018, in mezzo alle Alpi, passeggiando ogni giorno tra bufere di neve e freddo pungente. Tipo i trve blackster per intenderci.

La registrazione volutamente lo-fi di questo capitolo finale rende il tutto ancora più efficace: sentire il martelletto e i pedali così nitidamente trasporta l’ascoltatore direttamente lì, in quella stanza, azzerando la distanza enorme che solitamente allontana compositore e ascoltatore in casi come questo. Note che contengono tutte le sfumature emotive di un uomo solo alle prese con se stesso: paura, abnegazione, speranza, tenacia, abbandono. Nessuna parola: solo musica ad accompagnarci verso il gelido inverno che incurante di tutto attende il suo momento.

Max Zarucchi
Max Zarucchi

Se ti è piaciuta questa traccia, questa recensione o entrambe, perchè non condividere sui social?

 

Questa traccia è anche presente nelle seguenti playlist:


Un grazie a chi ci sostiene!
Humans vs Robots parla di musica dal 2016, e cerca di farlo bene. E lo possiamo fare grazie a chi ci sostiene abbonandosi, e garantendo che articoli come questo possano essere letti da tutti.

Sei già abbonato? Accedi!


.