Black Marble: Feels
Guardare al passato nascosti dietro le serrande chiuse
 
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Keep calm and feel the chillwave: synthpop e nostalgia.

Black Marble
Feels

Cari vecchi tempi del lo-fi. Uno stile di vita vero e proprio, e non solo una necessità di forma. Mancano un po’ a tutti i musicofili, ancora attaccati ai vinili, ai bootleg, alla condivisione di registrazioni d’epoca. E poi a tutti quelli che usano i filtri anni ‘90 nelle storie di Instagram.

Chris Stewart, losangelino di stanza ma “brit” di cuore, fa parte di questo movimento che – dai Cold Cave ai Drab Majesty – riprende a piene mani da questo territorio. Quella sottocorrente del synthpop che rimescolava il sound scavando nel minimalismo di certa elettronica e la tingeva di quel tocco decadente di cui era ricco il panorama d’oltremanica degli anni Ottanta.

Il brano in questione presenta in modo succulento il prossimo Bigger Than Life, in uscita il prossimo 25 ottobre per Sacred Bones Records. Revival di un mondo perduto, eppure non così lontano nel tempo come potrebbe sembrare dalla qualità visiva con cui oggi siamo soliti vedere (e vederci).

«I used to have a radio show / With not a lot of time though».

Personaggi inventati, presi direttamente dalle stazioni radiofoniche – quelle sognate – nella vita tardoadolescenziale dei Nineties. Un pattern campionato che ricorda la scena inglese (Cure, New Order) e un immaginario da VHS di famiglia: Feels suona esattamente come si vorrebbe suonasse.

Nostalgici di tutto il mondo, vecchi romantici da camicia a quadri, aficionado delle videocassette e – perché no? – hipsteroni con pantaloni alla Joy division, riunitevi tutti attorno a un giradischi. Di nuovo.

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