Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

Violent Femmes: Hotel Last Resort
Quasi sessant’anni (e un paio di improbabili occhiali da sole) portati bene
↤ Tracce

Il coraggio di gettare il cuore oltre la barriera (dell’età) e il conforto di non trovarci sorprese. (attenzione: contiene tracce di #GoT)

Violent Femmes
Hotel Last Resort

Se, come il 99% del mondo emerso, state intrippati con il batticuore a esultare o a disperarvi per il prossimo morto che vi aspetta tra i ghiacci de Il Trono di Spade, allora le femmine violente sono il vostro pane quotidiano.

Se invece la vostra voglia di massacro si limita a quella pacata rivoluzione d’altri tempi, in cui una sorta di intelligenza sveglia e sarcastica andava a cavallo di qualche chitarra acustica e che gli antichi chiamavano folk-punk, allora ogni nuovo disco dei Violent Femmes è un sospiro di sollievo e una salvifica botta di calore nostalgico contro qualunque forma di modernismo musicale.

↦ Leggi anche:
Violent Femmes: Issues

Perché è vero che l’inverno sta arrivando, ma anche la menopausa non scherza.

Comunque, tornando all’improbabile parallelo, nel primo caso sarete così avvezzi ai colpi di scena che ormai vi passa un brivido lungo la schiena solo quando non succede nulla; nel secondo, la situazione è esattamente l’opposta: se incontrate una deviazione fuori dalla file di impronte di uno dei classici giri country-blues, vi sale subito l’ansia.

Tranquilli. Hotel Last Resort è qui per confortarvi e, come recensione, basterebbe la prima metà del suo verso iniziale. «I don’t change the chords anymore», infatti, è più una dichiarazione di intenti che un’ammissione di incompletezza.

È la lezione che Gordon Gano e compagni hanno imparato in quasi quarant’anni di carriera, ovvero che la complessità è sopravvalutata e che una canzone funziona sul serio solo se è buona per essere suonata attorno a un falò sulla spiaggia.

Certo, se poi a cantarla ci metti il vocione di Tom Verlaine dei Television, allora vuol dire che vuoi vincere facile davvero e anche gli Estranei faranno fatica a non sciogliersi.

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