Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

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The National: You Had Your Soul with You
Mistaken for strangers
↤ Tracce

Ciò che l’indie-pop dovrebbe essere, oggi (ancora una volta).

The National
You Had Your Soul with You

I National ben rappresentano quello che l’indie-pop contemporaneo dovrebbe essere, idealmente. Un retaggio rock messo da parte a favore di qualcosa di diverso, per sound e attitudine, ma che conservi ancora uno spirito narrativo e compositivo il più “autentico” possibile.

Certo, il timbro baritonale di Matt Berninger è il medesimo di sempre; i pattern di batteria di Bryan Devendorf osano più di quanto venga chiesto dal genere; le chitarre riprendono le medesime melodie di ogni album post-rock degli ultimi vent’anni; il loro look è quello nella mente di ogni hipster quando passa da H&M.

↦ Leggi anche:
The National: Morning Dew
Big Red Machine: Hymnostic
The National: Hairpin Turns
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Big Red Machine (feat. Anaïs Mitchell): Latter Days
Matt Berninger: I’m Waiting for the Man

Insieme a tutto ciò, però, c’è anche quella scrittura e quel carattere che rendono unica la band americana: un misto di intellettualità sorniona, surreale e romantica che fa delle narrazioni liriche la parte più interessante del loro incedere.

In questo nuovo brano, inoltre, c’è anche la voce di Gail Ann Dorsey, a lungo collaboratrice di David Bowie, perfettamente integrata nei canoni richiesti.

You Had Your Soul with You anticipa l’album I Am Easy to Find, che è anche il titolo di un breve film ispirato al disco stesso e diretto da Mike Mills. Nel complesso, si preannuncia un’altra opera dove musica, estetica, riflessioni & contaminazioni varie interagiscono in un’alchimia fruttuosa. Il regno più congeniale ai National, in altre parole.

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