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Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

The Good, The Bad & The Queen: The Truce of Twilight
Felice della Brexit come Heidi a Francoforte
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Una feroce critica all’atteggiamento felino dei britannici: grattano sulla porta per andare in giardino, ma quando poi apri vanno nel panico.

The Good, The Bad & The Queen
The Truce of Twilight

Nel 1994 Damon Albarn, strafighissimo cantante dei Blur, pubblica col suo gruppo un disco intitolato Parklife che segnerà inesorabilmente la vita di tutti quanti, regalando al mondo una diapositiva cruda e perfetta della Gran Bretagna post-thatcheriana e ritagliandosi un eterno angolo di firmamento musicale.

Figlio della borghesia e delle scuole private, Albarn sceglie da sempre la strada della dissidenza intelligente, usando tutte le armi che le buone maniere e gli studi hanno messo a sua disposizione negli anni.

Non è da meno il secondo album del progetto a cui partecipa insieme a Paul Simonon (Clash), Simon Tong (Verve) e Tony Allen (gigante nigeriano tra i fondatori della Afrobeat music).

Prodotto da Tony Visconti, storico braccio destro di David Bowie, giusto per non farsi mancare niente, Merrie Land vede la luce nel novembre 2018 ed è un concept-album definito dallo stesso Albarn una “riluttante lettera d’addio all’Europa”.

Non è dunque un caso che The Truce of Twilight, già pubblicata lo scorso novembre, torni con un video inedito – girato con il solo ausilio di tre iPhone – proprio nel mese in cui la Brexit avrebbe dovuto compiere il suo giro di boa (mentre vi scrivo sembra che la situazione rimanga ancora sospesa a causa dell’ennesimo mancato accordo).

Atmosfere sognanti da carillon e ninnoli, lontane, suoni alla Kula Shaker di K e un theremin che fa da sottofondo ad un brano semi-reggae abbastanza strummeriano.

«Enjoy it while it lasts because soon it will be different» («Godetevela finché dura perché tra poco le cose cambieranno», approssimativamente) è la frase di apertura che si inserisce nella critica attraverso una calma apparente; una stanca consapevolezza che è stato fatto un brutto pastrocchio e, ora, tocca un po’ a tutti cercare di pulire.

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