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The Damned Things: Cells
Boys will be boys

Un supergruppo di cui c’eravamo scordati e che fa cose super, finalmente.

… ed ecco il ritorno improbabile di un supergruppo improbabile, ma che a livello artistico funzionò davvero bene (pazienza per il tiepido riscontro commerciale che ne seguì). Formati da elementi di Anthrax, Every Time I Die e Fall Out Boy, The Damned Things riprendono il filo del discorso – ma si direbbe più la miccia di un candelotto di dinamite – a quasi dieci anni dal simpatico e muscoloso album d’esordio Ironiclast.

Difficile entusiasmarsi per questi inciuci di vip, in genere. Sono più delle goliardiche merende creative che lasciano il tempo che trovano; eppure questi veterani hanno qualcosa che gira proprio bene e anche questo singolo suggerisce, quantomeno, una sana attitudine punkettona e un discreto furore esecutivo.

Il videoclip parte sempliciotto: la band si esibisce in studio, dandoci dentro di sudore, smorfie e scoregge silenziose, quando a un certo punto iniziano tutti a farsi male per colpa del cantante Keith Buckley e della sua inarrestabile goffaggine. Non da farsi venire un’ernia per le risate, ma divertente.

L’uscita del debutto fu una piccola, grande sorpresa per gli appassionati di ‘sta roba mezza metal e mezza punk (che in realtà la fanno in pochi, tipo i Cancer Bats). Il nuovo album s’intitola High Crimes e uscirà verso la fine di aprile: cipignolo in mano, se vi sfrucuglia.

The Damned Things 

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