The Amazons: End of Wonder
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I salvatori del r‘n’r? No, solo l’ennesima band superpompata dai media britannici.

The Amazons
End of Wonder

Luca Villa
Luca Villa

In un mondo perfetto, la stampa britannica avrebbe dovuto smettere da anni di pompare gruppi privi di talento (così come sarebbe dovuto essere bandito da tempo il prefisso "The" prima dei nomi delle formazioni).

Nonostante l’età media dei componenti della formazione sia parecchio bassa, si viaggia sui vent’anni o poco più, il Telegraph ha già incoronato il loro debutto come il migliore del 2017, mentre Q li ha addirittura definiti "la migliore rivelazione musicale degli ultimi tempi". Eppure, gli Amazons propongono un mediocre quanto banale rock da classifica, perfetto per il palinsesto di Virgin Radio e per chi ha scoperto i Foo Fighters con il Rockin’ 1000.

Voce come ne esistono a centinaia nel panorama musicale odierno; assoli di chitarra piazzati a caso; riff piatti e anonimi che vengono replicati di canzone in canzone – cosa che inevitabilmente succede anche in End of Wonder, singolo apripista del secondo lavoro in studio atteso per fine maggio e intitolato Future Dust.

Suoneranno in giugno al Firenze Rocks, poi torneranno a fine ottobre per due concerti a Milano e Bologna. Se andrete, si raccomanda di aver pronta una bella manina (finta) con il simbolo delle corna impresso a fuoco. Stay rock, eh.

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