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Sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua

Stereophonics

Chaos from the Top Down

Strana storia, quella degli Stereophonics. In piena epoca Britpop, quando la faida tra i Blur e gli Oasis è ai massimi livelli, pubblicano due dischi – di cui almeno uno, Performance and Cocktails del 1999, rimane tuttora uno dei migliori esempi di rock "commerciale" anni '90.

Poi la band gallese inizia a mutare forma, a cambiare proposta. Le radio passano sempre più frequentemente i loro pezzi, che finiscono anche nelle colonne sonore di film che collezionano statuette alla notte degli Oscar. Brani, va detto, sempre più pop e sempre meno rock. Proprio questo crea delle frizioni interne. Il batterista Stuart Cable, da sempre il più "rockettaro" del complesso (e che nel 2010 morirà soffocato dal proprio vomito dopo aver assunto troppo alcool), viene licenziato dal leader Kelly Jones per differenti vedute musicali.

Arrivando velocemente ai giorni nostri, il 13 febbraio è uscito il nuovo singolo Chaos from the Top Down: la classica canzone ruffiana ma innocua cui gli Stereophonics ci hanno abituato da tanto tempo. In primo piano, la voce roca di Jones su una melodia perfetta per scalare le classifiche, senza dimenticare qualche chitarrina rock piazzata qua e là giusto per ricordare le origini.

Se accendete la radio, le stazioni rock mainstream la staranno già trasmettendo (ma non è detto che sia un buon segno).

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