Starcrawler: Pet Sematary
Almeno qui potete vedere la faccia della cantante...
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Il remake di un film richiede il remake (comunemente detto “cover”) della sua colonna sonora.

Starcrawler
Pet Sematary

Un remake di un film è, a tutti gli effetti, l’equivalente di una cover. C’è chi ci mette un po’ di personalità, chi si prende dei rischi e vuole cambiare tutto e chi, in pratica, fa tutto uguale.

Il caso del giorno: Pet Sematary è il remake di un film horror del 1989 molto amato, per il quale i Ramones incisero una delle loro canzoni più celebri – forse non una delle migliori, ma decisamente una delle più tramandate nel corso del tempo.

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Per proporre una cover di quel brano, ci vuole una band con le palle. Oppure una band emergente che voglia rischiare tutto: gli Starcrawler, da Los Angeles hanno accettato la scommessa.

Non sempre si vince, però: il risultato è che “Pet Sematary 2019” suona identica all’originale, in sostanza, ma con voce femminile e l’unico colpo di scena dell’arpeggio iniziale che richiama Don’t Fear The Reaper dei Blue Öyster Cult (per rimanere in tema di film horror e/o Stephen King, chissà).

Fatta così, è una marchetta e non una cover intrigante.

Non sono stati stanziati nemmeno quattro soldi per un miserrimo videoclip. Il titolo della canzone e la foto di un micione pronto a morire e resuscitare: ecco tutto ciò che viene concesso a quella che sarebbe la titletrack di un film dal budget milionario: non sembravano crederci nemmeno loro, in questa operazione, insomma. Meglio la versione originale, manco a dirlo, a questo punto.

Paolo Bianco
Paolo Bianco

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