Starcrawler: Pet Sematary
Almeno qui potete vedere la faccia della cantante...
 
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Il remake di un film richiede il remake (comunemente detto "cover") della sua colonna sonora.

Starcrawler
Pet Sematary

Paolo Bianco
Paolo Bianco

Un remake di un film è, a tutti gli effetti, l’equivalente di una cover. C’è chi ci mette un po’ di personalità, chi si prende dei rischi e vuole cambiare tutto e chi, in pratica, fa tutto uguale.

Il caso del giorno: Pet Sematary è il remake di un film horror del 1989 molto amato, per il quale i Ramones incisero una delle loro canzoni più celebri – forse non una delle migliori, ma decisamente una delle più tramandate nel corso del tempo.

Per proporre una cover di quel brano, ci vuole una band con le palle. Oppure una band emergente che voglia rischiare tutto: gli Starcrawler, da Los Angeles hanno accettato la scommessa.

Non sempre si vince, però: il risultato è che “Pet Sematary 2019” suona identica all’originale, in sostanza, ma con voce femminile e l’unico colpo di scena dell’arpeggio iniziale che richiama Don’t Fear The Reaper dei Blue Öyster Cult (per rimanere in tema di film horror e/o Stephen King, chissà).

Fatta così, è una marchetta e non una cover intrigante.

Non sono stati stanziati nemmeno quattro soldi per un miserrimo videoclip. Il titolo della canzone e la foto di un micione pronto a morire e resuscitare: ecco tutto ciò che viene concesso a quella che sarebbe la titletrack di un film dal budget milionario: non sembravano crederci nemmeno loro, in questa operazione, insomma. Meglio la versione originale, manco a dirlo, a questo punto.

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