Rickie Lee Jones: Lonely People
Felicità a momenti e futuro incerto
 
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La perfetta colonna sonora per Woodstock 50: il festival che NON festeggerà i suoi cinquant’anni.

Rickie Lee Jones
Lonely People

Luca Villa
Luca Villa

Ricordate Rickie Lee Jones?

Proprio lei: l’ex ragazza che sul finire dei 70's fece perdere completamente la testa a un Tom Waits (ancora) tutto alcool e nicotina; quella che appare nel retro copertina di Blue Valentine, uno dei dischi più amati dai fan della prima ora dell’artista di Pomona; quella di Chuck E.'s in Love e dell’incantevole We Belong Together.

Dopo un esordio che ancora oggi fa scuola dalle parti del cantautorato americano femminile che conta, e dopo alcuni interessanti dischi (Pirates su tutti), Jones si è persa tra alcool e drogucce varie, proprio come i personaggi della beat generation da cui è sempre stata così attratta.

Lasciati alle sue spalle i suoi anni più selvaggi, ha iniziato a sfornare lavori ispirati alla sua gioventù, intervallati da album pieni zeppi di cover. Ed è proprio da qui che riparte, per la sua prima opera da quattro anni a questa parte.

Kicks, in uscita a giugno, conterrà rivisitazioni di canzoni firmate da gente come Bad Company ed Elton John. Il singolo apripista segue quella stessa linea: una cover di Lonely People degli America, traccia che avrebbe fatto bella figura nel trailer di Woodstock 50.

Solo che, con il festival annullato da qualche giorno e i personaggi di quel periodo più morti che vivi, non si capisce proprio a chi possa essere indirizzato questa canzone (così come, in ultima analisi, questo disco). Riprovaci, Rickie Lee: sai fare di meglio, lo sappiamo.

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