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Man in black

Richard Hawley

Off My Mind

Vent'anni di attività solista, da noi recentemente celebrati a dovere, e la natia Sheffield che riecheggiava sempre in canzoni "colorate" dalle sue plumbee tonalità industriali. Che cosa succede, ora, caro Richard? Ti senti così invecchiato da dover dimostrare altro, all'improvviso?

Off My Mind è quanto di meno "autentico" abbia partorito il songwriter inglese, finora. E nonostante i fans digitali acclamino il suo ritorno con entusiasmo amichevole, non si può certo dire che questo pezzo introduttivo dell'ottavo album sia un antipasto sfizioso.

Further, a detta dello stesso Hawley, sarà un passo in avanti, pieno di canzoni up-tempo e dirette. «Mi sono chiesto: 'Riesci a far passare il tuo messaggio come se fosse un proiettile? Riusciresti ancora a farlo?'. Una domanda difficile».

Ma tu non sei un tipo da "proiettili". Lo sai.

E non è con un brano alla Mark Lanegan o addirittura alla Monster Magnet che si riesca nel tuo intento. Non è nemmeno con un video sostanzialmente inutile come questo che si possa fare i conti con se stesso, e col proprio futuro da compositore onesto, genuino e intrigante come sei sempre stato. Per stavolta, facciamo finta che non sia successo nulla.

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