Perry Farrell: Pirate Punk Politician
Senza pudori né riguardo, sono un funkytarro
 
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Non è solo il leader di alcune delle migliori band alternative degli anni '80 e '90, ma ha pure inventato il Lollapalooza. Che volete di più? Un bel lavoro solista?

Perry Farrell
Pirate Punk Politician

Luca Villa
Luca Villa

Sono passati vent’anni esatti da REV (prima uscita solista, in realtà un “best of” della sua carriera fino a quel momento) e ben diciotto da Song Yet to Be Sung (il suo vero disco di debutto).

Messi in pausa gli Jane’s Addiction e proprio in concomitanza con il suo compleanno, il sessantenne Farrell torna in veste solitaria col primo singolo estratto da Kind Heaven (fuori il 7 giugno), che vanterà una parata di stelle mica da scherzo: da Tommy Lee dei Mötley Crüe a Taylor Hawkins dei Foo Fighters.

Era da parecchio tempo che la mente creativa del Lollapalooza non si faceva sentire con del nuovo materiale. Dopo tutti questi anni passati sui palchi di mezzo mondo, più che tra le quattro mura di uno studio di registrazione, viene naturale accertarsi sulla sua attuale salute creativa.

La risposta, alla luce della canzone di protesta Pirate Punk Politician, è positiva. Versione riveduta e corretta del pezzo inciso nel 2017 con i Bloody Beetroots, la traccia è incisiva e viscerale, ricorda gli Jane’s Addiction del periodo di Nothing’s Shocking e incorpora alcune influenze elettroniche (sempre più amate nel corso del tempo dal cantante americano).

Insomma, Perry è proprio come il buon vino: invecchiando, migliora (o, perlomeno, non peggiora).

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