Martin Garrix feat. Macklemore & Patrick Stump: Summer Days
Call Me, Thomas
 
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Il top Dj che aveva paura di chiamare i Daft Punk.

Martin Garrix feat. Macklemore & Patrick Stump
Summer Days

Martin Garrix, olandese, classe 1996, è il migliore DJ al mondo. Non lo diciamo noi: lo dice la classifica di DJ MAG, la bibbia della club culture, che da tre anni a questa parte lo fa accomodare al n.1 della sua Top 100 DJs.

Per intenderci, è più in alto di Calvin Harris, Tiësto e Steve Aoki; nomi che da soli hanno fatto ballare interi continenti e con cui, tra l’altro, Garrix ha collaborato.

Quando nel 2013 usciva Animals, che gli fece conquistare la prima grande fetta di notorietà, non era ancora maggiorenne. Nell’arco di sei anni ha suonato in tutti i festival possibili, è stato protagonista di serie TV, documentari, ha suonato per la Formula 1 e si è accoppiato (artisticamente) con tutti i nomi eccelsi dell’EDM e della classic house.

Ma allora perché, PERCHÉ uscire ora con un singolo che pare un mash-up tra Harder, Better Faster Stronger dei Daft Punk e Newjack dei Justice?

Martin, bello de zia, hai fatto “featuring” con chiunque; cosa ti costava metterceli per davvero i Daft Punk, anziché emularli? Che è: c’hai problemi con la Francia?

Certo, poi gli elementi del perfetto singolo estivo ci sono tutti (in primis il titolo, Summer Days): il falsetto nel ritornello (Patrick Stump dei Fall Out Boy), il rap di quel mattacchione di Macklemore, il testo scopereccio.

Però, Martin, la prossima volta una telefonata a Thomas Bangalter falla.

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