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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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Korpiklaani: Øl Øl
Øl Øl che botta!

La (mini)svolta del clan della foresta?

I Korpiklaani non si discutono.

Non nel senso che siano inattaccabili sul piano della ragion d’essere o della qualità artistica; non si discutono perché c’è ben poco da dibattere. Sono così, prendere o lasciare. Se vi piace ballare sopra i tavoli, bere birra & vodka e stordirvi appresso a chitarre heavy e paccottiglia etnica del Nord Europa, allora la band è a vostra completa disposizione. Se cercate qualcosa di più sofisticato, girate al largo.

Eppure l’ultimo album, che si intitola Kulkija (“vagabondo”) ed è uscito lo scorso autunno, sembra qualcosa di diverso dalla consueta sciarada goliardica in doppia cassa e inseguimenti con la forestale. Si tratta di un concept per nulla scoppiettante e barilesco; anzi, di sicuro potrebbe più assomigliare a un doposbornia che altro.

Øl Øl – estratto della fresca “tour edition” del suddetto disco – dice poco sull’effettiva svolta della formazione finlandese, ma non stiamo mica sostenendo che questi figli di una cerva sconsiderata si siano convertiti al death-doom o al love metal; la chiassosa matrice folk resta, guadagnando giusto una certa pulizia a livello produttivo.

Per la cronaca, qui sono ospiti i Trollfest, goderecci fratelli di quercia norvegesi dei Korpiklaani. Chiudete a chiave le cantine.

Korpiklaani 

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