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Come diceva il vecchio saggio, meglio suonare che dire cazzate

Jesse Hughes

Family Affair

La sera del 13 novembre 2015, mentre gli Eagles of Death Metal si stanno esibendo presso il Bataclan di Parigi, alcuni terroristi entrano nel club francese e uccidono 89 persone.

Jesse Hughes, il cantante del gruppo americano, era la persona più sbagliata cui potesse accadere una tragedia del genere. È un cazzone, si sa, ma un cazzone che ama le armi, omofobo convinto, un vero conservatore a stelle e strisce. Poco dopo il dramma, dichiara che le leggi sull'utilizzo delle armi in Francia (e in Europa) sono antiquate, getta ombre sulla sicurezza del locale e afferma che, se lui avesse avuto una pistola, avrebbe ucciso personalmente quei criminali.

Il Bataclan comunica che Hughes non è più il benvenuto, quindi, mentre sui social viene spesso descritto come un povero cretino. Segue un pessimo documentario su Netflix dedicato a quella notte, insieme a quel vecchio volpone di Joshua Homme dei Queens of the Stone Age e altra metà degli EoDM (ma che a quel concerto, fortunatamente, non era presente).

Ora arriva la notizia che Jesse ha pronto il suo debutto solista. In uscita a inizio giugno, ha un titolo chilometrico che spiega la sua stessa essenza: Eagles of Death Metal Presents Boots Electric Performing the Best Songs We Never Wrote.

Il primo estratto da quest’album di rivisitazioni è la nota Family Affair, riletta senza in sostanza variare nulla rispetto alla versione originale. Solo che Jesse non è Mary J. Blige, così come la Francia non è l'America. Con buona pace degli amanti delle armi da fuoco, di Homme e di tutto quello che accadde quella triste notte.

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