Tracce

Ogni giorno ti consigliamo un brano che vale davvero la pena sentire, tra tutte le novità in uscita. E siccome siamo on line dal 2016, puoi immaginare quanti ne abbiamo da suggerirti. Esplorare le playlist è un buon modo per ascoltarli tutti...

Lunghi

A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c'è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Questa è la sezione longform di HVSR.

Extended Play

C'è spazio per un altro giornalismo musicale, che non si alimenti solo di comunicati stampa camuffati da news, di interviste copia-e-incolla e di altri argomenti di nessuna rilevanza? Ci proviamo.

I Hate My Village: Fare un Fuoco
Lacrime E coccodrillo
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Al contadino non far sapere che c’è ancora chi sa fare bene il suo mestiere.

I Hate My Village
Fare un Fuoco

Riuscite a immaginare un mondo in cui James Brown ha una relazione extra-musicale con Tullio De Piscopo, e insieme fanno delle telefonate notturne a Michael Jackson per sbertucciarlo e poi attaccare? Fabio Rondanini l’ha fatto. E ha trovato anche fior fior di musicisti a dargli man forte nella realizzazione della sua visione.

All’appello: Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion con cui, si narra, si sprigionò la primordiale scintilla), Alberto Ferrari (Verdena) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle) – tutti vicini di banco e seduti in fondo, perché loro la lezione è da un po’ di anni che non la seguono ma la danno.

Ed è proprio quest’insubordinazione che ci regala un suono apolide ma inequivocabilmente tribale, nordafricano di Padova ma anche milanese di Bari Vecchia (e idealmente incorniciato da una bella copertina “zen”, opera di Alessandro Scarful Maida).

Per tutto il disco, utilizzo smodato di wah wah e campanaccio e magistrali incalzate berbere che ricalcano l’andamento dei cammelli nel deserto (e innescano la voglia di slanciare l’anca su e giù, su e giù, incuranti della carenza di vitamina D).

Sull’ipotetica mensola li mettiamo sopra Zu, Fratelli Calafuria e Los Coronas, perché in mezzo non ci stanno – ma vicini sì.

Nota di colore: unico caso al mondo di band italiana il cui cantante si spiega meglio in inglese.

(sorvolo subito/se è porno, tolgo)

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