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Una volta alla settimana compiliamo una playlist di tracce che (secondo noi) vale davvero la pena sentire, scelte tra tutte le novità in uscita.

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... Tutte le tracce che abbiamo recensito dal 2016 ad oggi. Buon ascolto.

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A volte è necessario approfondire. Per capire da dove arriva la musica di oggi, e ipotizzare dove andrà. Per scoprire classici lasciati indietro, per vedere cosa c’è dietro fenomeni popolarissimi o che nessuno ha mai calcolato più di tanto. Queste sono le storie di HVSR.

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⁄Handlogic: Communicate
Un attempato Nino D’Angelo, bullizzato come si meriterebbe

Niente panico: è solo la teoria dei vasi incomunicabili.

A sentire l’ottimismo degli esperti in materia, questa era del networking globale avrebbe dovuto offrirci niente di più dell’imbarazzo della scelta riguardo agli strumenti da utilizzare per dire la nostra. Poi è andata che le cose hanno preso una piega strana e, ora, i rapporti (a)sociali si sono ridotti a condividere le idee di qualcun altro sopra bacheche virtuali che vedrà solo chi già la pensa come noi. Strano: con tutte le lauree in comunicazione che ci portiamo in tasca, finire a non essere capaci di trovare nemmeno due parole ha il gusto amaro di una dantesca legge del contrappasso.

Sarà per il fatto che del sommo poeta sono conterranei, ma gli ⁄Handlogic – giusto per complicare le cose ai tempi dell’analfabetismo funzionale – hanno deciso di costruire un linguaggio che non ha bisogno di definirsi necessariamente nuovo, quanto piuttosto frutto di un collage eclettico, opportunamente nutrito da un’ispirazione multipla che, senza rifiutare a priori nessuna influenza, ha la straordinaria capacità di risultare fluido e comprensibile, invece che una prevedibile accozzaglia di spunti presi qua e là senza un criterio ben preciso.

Cresciuti a forza di tagli di chianina vicini all’osso, panini col lampredotto e Radiohead, ricordano non poco degli Alt-J pettinati con la lacca storta di un qualche retrogusto trip-hop, un po’ jazzato. Nobodypanic è il loro album d’esordio, questo il primo singolo estratto.

Le chitarre nevrotiche del primo Jonny Greenwood incastrate in un’orchestrazione elettronica di rabbia repressa, per un soul-rock moderno che lasci un messaggio forte e chiaro: la capacità di comunicare non è più congenita, ma vale ancora la pena continuare ad allenarla con costanza e abnegazione.

Almeno per non aver rimpianti e alla fine poter dire orgogliosi: ho provato a spiegarmi così forte che mi è uscito inchiostro dal naso.

⁄Handlogic 

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