FKA Twigs: Cellophane
Prima ascoltare, poi guardare
 
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La disperazione ha un corpo perfetto.

FKA Twigs
Cellophane

Un consiglio, prima di tutto: se volete esser certi di avere una prima opinione lucida su questo pezzo, fatevela senza l’ausilio del videoclip.

Perché qui ci troviamo di fronte a un generatore di distrazioni su più livelli. Anche se, c’è da dirlo, raramente singolo e video sono stati così in simbiosi tra loro. E c’è anche da dire che per FKA Twigs, all’anagrafe Tahliah Debrett Barnett, corpo e musica sono da sempre un tutt’uno (vedi qui e qui).

Dopo quattro anni di semi-assenza, lei, questa pazzesca performer inglese ancora troppo, troppo nelle retrovie, decide di tornare così: stracciandoci il cuore. E lo fa con una canzone decisamente autobiografica (abbiamo buoni motivi per pensare che parli della sua relazione finita con l’attore Robert Pattinson).

Un brano fatto di piccole, grandi cose: due note – due – che s’intrecciano per tutta la durata, marcate da un pianoforte spezzato. E la sua voce che, in un crescendo di intensità, ottave e sgomento, riempie anche i vuoti che la musica lascia, in un’alternanza di elevazione e abissi, e sentimenti “avvolti nel cellophane”.

Grazie, Tahliah. Stai qui e insegna ai dilettanti a fare la pole dance, mentre piangono su una storia andata in merda.

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